la Rapida del Dragone, terrore delle giunche durante l’inverno e che secondo le statistiche sacrifica tre marinai di giunca al giorno durante il periodo di basso livello, si presenta assai maneggevole…la grande rapida di Hu-T’an è molto agitata e la corrente molto violenta. A dritta e a sinistra grandi scogli aguzzi si spingono verso il centro della fiumara e riducono la larghezza del passaggio a meno di 100 metri ![]()
Cina anni venti: tra mondanità e crociere fluviali

Cannoniera Carlotto – intorno al 1922 (da Pelle d’Ammiraglio di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore – 1949)
L’Ammiraglio Da Zara racconta una crociera della Carlotto nell’interno della Cina
Il Tenente di Vascello Da Zara, futuro ammiraglio e protagonista della battaglia di Mezzo Giugno 1942, si recò per la prima volta in Cina nel 1922, inviato come comandante della Carlotto, una delle due celebri cannoniere fluviali che permettevano di addentrarsi nell’interno dell’immenso territorio. Vedendo la modestia dell’imbarcazione, assai poco nautica per la bassa altezza sull’acqua, si può pensare che un ufficiale della Regia Marina desiderasse altro. Ecco invece la richiesta di Da Zara di essere comandante proprio di quella nave: “Invitati ad esprimere le nostre preferenze; io segnai il mio nome vicino a quello della cannoniera fluviale Ermanno Carlotto che si stava allestendo a Shanghai nei cantieri dell’Old Dock, e che era destinata a navigare lo Jang-tze-kiang. Era, in quell’epoca, il comando più brillante che un tenente di vascello potesse desiderare; uno dei pochi comandi all’estero riservati ad ufficiali inferiori, e inoltre il più esotico, il più indipendente e, dal punto di vista professionale, il più interessante, per la navigazione della sezione alta del magno fiume cinese, tormentato nell’ultimo tratto navigabile da rapide di leggendaria violenza.”

Cannoniera Ermanno Carlotto (proprietà Zoccolella Molitano)
La Regia Nave Carlotto, caratteristiche e storia
La cannoniera fluviale Ermanno Carlotto fu commissionata in Cina ai cantieri Shanghai Docks and Engineering Company nel 1914 e infine consegnata nel 1921 (dopo un rallentamento nella costruzione per motivi legati al conflitto mondiale). Portava il nome del famoso Sottotenente di Vascello caduto durante la guerra dei Boxer all’inizio del secolo. Era una piccola unità di 318 tonnellate a pieno carico (247 di dislocamento standard) destinata al solo impiego fluviale, con un pescaggio di un metro e trenta per risalire i fiumi, attraverso rapide, scogli e bassi fondali, in modo da raggiungere le più lontane missioni. Lunga 49 metri e larga 7,5 era molto bassa sulle onde. Era spinta da due caldaie a carbone poi convertite a nafta con una potenza di 1100 cavalli e una velocità massima di 14 nodi, impressa da eliche protette contro gli scogli. Era armata con 2 cannoni da 76/40, 6 mitragliatrici Fiat da 8 mm, 2 mitragliatrici Colt da 6,5 mm. L’equipaggio era composto da 4 ufficiali e 56 marinai, a cui si aggiungevano alcuni civili cinesi (ad esempio interprete, guida fluviale, cuoco). Oltre alla difficile impresa di risalire l’alto Yangt-ze-kiang al comando di Da Zara, la cannoniera fu intensamente impiegata in molteplici missioni per circa vent’anni. Prestò servizio per la Regia Marina fino all’armistizio del 8 settembre 1943, quando venne autoaffondata a Shanghai per evitare la cattura da parte giapponese. Fu recuperata e rimessa in funzione dai giapponesi, poi catturata dai cinesi, di nuovo affondata per errore e di nuovo riportata a galla e rimessa in servizio, fino alla radiazione nel 1958.
Si trattava dunque di una piccola unità con la possibilità di spingersi all’interno, per via fluviale fino nei luoghi più remoti, dove potevano trovarsi piccole comunità italiane e missionarie. Era impossibile pensare che potesse arrivare per via oceanica dalla madre patria e fu quindi costruita sul posto. Chi l’avesse comandata avrebbe vissuto una vera avventura.
Ecco anche una narrazione della Shanghai di quel periodo. “La vita mondana di Shanghai nelle più vaste e più varie, più multiformi e più diverse espressioni: sport e simposi, feste e libagioni, donne e gioco, era nel suo pieno già da qualche settimana, cioè dal giorno in cui dal Giappone e dalle Filippine, dall’Europa e dall’America, da Kuling e da Peitaho erano rientrate in città le grandi firme della società internazionale. Città senza eguali la Shanghai di quei tempi…irresistibile sirena per un giovane di vent’anni, interessante osservatorio e campo sperimentale per un uomo di trenta, serio cimento per un uomo che abbia varcato i quaranta.”
L’avventurosa crociera sull’Alto Jang-tze-kiang

Mappa della Crociera della Carlotto
Mappa ricostruita da Trentoincina sulla base dei resoconti e nomi dei luoghi (molti sono cambiati nel frattempo) riportati dall’Ammiraglio Da Zara nella sua biografia “Pelle d’Ammiraglio”(1949). E’ evidenziato il tratto delle pericolose rapide tra le gole, strette tra alte montagne. La Carlotto stazionò a Kiating 2 settimane.
“Ero partito dall’Italia col proposito di portare finalmente la bandiera italiana al di là Ichang, oltre Suifu, sino ai piedi del Tibet misterioso. L’ora della grande prova si avvicinava avendo il Ministero approvato le mie proposte e accettato i rischi dell’impresa. Ormai da mesi, a bordo del Carlotto, non si parlava che di rapide e di gole, di correnti e controcorrenti, di approcci e di lingue, di alaggi e di ormeggi, di scandagli e di livelli, di piene e di alluvioni…Il River Inspector Mr. Boss volle visitare la cannoniera e gettò un grido d’allarme: “Ma non vi hanno detto, ma non sapete, che oltre Ichang ci vuole argento, solo argento, dollari d’argento e con la testa di Yuan-Shih-Kai? Se non avete argento morirete di fame e di sete!”…Mr.Boss aveva ritenuto conveniente che io andassi personalmente a chiedere la preziosa collaborazione del vecchio pilota…rimasi a chiaccherare, tramite l’interprete, per più di un’ora, prima di esporgli il motivo della mia visita. Mr. Tai Li mi rispose di essere commosso e stupefatto dell’alto onore che volevo fargli, ma che ero stato mal consigliato rivolgendomi a lui, essendo egli il più indegno professionista della regione e che quindi non avrebbe mai potuto accettare… “ ti provvederò di un pilota eccezionale , quello che ritengo il miglior pilota del Fiume Alto.” E infatti fu Mr. Tai Li in persona che venne a bordo del Carlotto.

Dalla prora del Carlotto (proprietà Lodi)
“Nel centro della fiumara il Carlotto avanza sempre più lentamente, mentre torrenti d’acqua inondano la prua… La velocità sviluppata e di 14 miglia e quella raggiunta e di 2,4… …la Rapida del Dragone, terrore delle giunche durante l’inverno e che secondo le statistiche sacrifica tre marinai di giunca al giorno durante il periodo di basso livello, si presenta assai maneggevole…la grande rapida di Hu-T’an è molto agitata e la corrente molto violenta. A dritta e a sinistra grandi scogli aguzzi si spingono verso il centro della fiumara e riducono la larghezza del passaggio a meno di 100 metri.”

Cannoniera Carlotto, proprietà Bernardi
“Il 16 giugno 1923 la bandiera italiana sventolava per la prima volta a Chung-King a 1400 miglia dalla foce del Fiume Magno, a 200 metri sul livello del mare, oltre le grandi rapide felicemente superate…dopo il panorama si intenerisce e la campagna si stende a vista d’occhio piana, uniforme, eguale, tutta coltivata con estrema cura…Il tornare in giù era precipitoso e non meno pericoloso. La stagione delle piene era imminente e il fiume doveva essere affrontato superando la velocità della corrente, che poteva anche arrivare a 15 nodi (quasi la massima velocità del Carlotto). Ho un ricordo terribile di quella navigazione; il cielo aveva il colore fangoso delle acque e il Carlotto scese sino all’imboccatura orientale delle gole in meno di due giorni correndo come un cacciatorpediniere (fino a 26 nodi)… A metà novembre Libia e Carlotto discesero lentamente da Hankow a Shanghai, dove trovammo la vecchia Calabria, che affrontava la sua ultima fatica. Dopo tre mesi di permanenza si impose il problema di prendere un onorevole congedo da chi così generosamente e simpaticamente ci aveva ospitato e intrattenuto. Fu in verità, molto opportuna la decisione di offrire alle molte centinaia di amici degli italiani un grande ballo…per il quale nessuna sovvenzione era stata chiesta all’amministrazione… The Italian Ball fu veramente il pezzo forte della stagione shanghaina 1922-1923… quindici anni dopo, tornato in Cina col Montecuccoli, molta gente me ne riparlò…”
Estratti da “Pelle d’Ammiraglio” di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore – 1949

Motto della Carlotto: parva favilla gran fiamma seconda (proprietà Lodi)
Note: Da Zara sarebbe tornato in Cina nel 1937 al comando dell’Incrociatore Montecuccoli. Oggi nello stesso luogo dove passò la Carlotto viene realizzato un immenso lago artificiale con una grande diga che cancella lo stupendo scenario delle gole.
Altre testimonianze sulla cannoniera Carlotto in Cina

Drappo ricamato da artigiani cinesi per Ugo Zoccolella Molitano in ricordo del servizio in Cina: 1924-1926. Notare in basso il profilo della Carlotto.
Ringraziamo Renato Molitano Zoccolella per le immagini gentilmente fornite dalla sua collezione.
Ugo Zoccolella Molitano, nato nell’aprile 1902 si arruolò volontario nella Regia Marina a 19 anni. Dal 1924 al 1926 prestò servizio in Estremo Oriente. Nella sua raccolta di immagini vediamo alcune celebri unità presenti in Cina: la cannoniera Ermanno Carlotto, l’incrociatore San Giorgio, l’esploratore Libia, l’incrociatore Calabria. Ugo Zoccolella Molitano prestò servizio su alcune di queste navi, forse anche sulla cannoniera Sebastiano Caboto. Sul retro delle foto non compaiono date o nomi che aiutino nell’identificazione e il figlio, Renato Molitano Zoccolella, non può fornirci altre informazioni ma le immagini sono comunque molto interessanti. Il bellissimo drappo ricamato, con motivi decorativi cinesi e occidentali, bandiere di varie nazioni e dell’Italia, è un cimelio che anche altri marinai si fecero realizzare sul posto per ricordo. Nell’album di Ugo Zoccolella Molitano le immagini dedicate alla Carlotto lo mostrano tra i membri dell’equipaggio.

Equipaggio della Carlotto, a bordo della cannoniera. Nel riquadro Ugo Zoccolella Molitano

Drappo ricordo dell’Estremo Oriente, particolare della Carlotto (proprietà Lodi)

Grafico della presenza militare navale italiana in Estremo Oriente (periodo 1923-1939).