Il 25 febbraio avviene un attacco di carri armati americani, che vengono contrastati con le batterie, chiedendo supporto aereo. Intervengono dodici Stukas in picchiata (mediamente effettuano almeno due centri su tre) che costringono alla ritirata i carri. Il 10 aprile 1943 un forte attacco, con dispiegamento notevole di mezzi, costringe al ripiegamento.
Marinai del San Marco – Guido Corrò, in Cina e in Tunisia
Ringraziamo il Signor Paolo Corrò per il suo prezioso contributo di immagini e testimonianze
La missione del San Marco in Cina nel 1932 a bordo del Conte Biancamano
Guido Corrò, classe 1917, come sottocapo furiere, svolse servizio nel Battaglione San Marco in Cina dal 1937 al 1939. Raggiunse la Cina a bordo del Conte Biancamano. Dal 1940 al 1943, sergente nel Battaglione Grado del San Marco, fu di stanza in Tunisia dove venne catturato dai tunisini capitanati dai francesi e sino al 1946 rimase prigioniero degli americani.

Guido Corrò si fece fotografare, come era nella tradizione, con il Leone di San Marco (proprietà Corrò)

Giorno del Giuramento – 26 settembre 1937 (proprietà Corrò)

Ammainabandiera sul Conte Biancamano in viaggio per la Cina nel 1937 (proprietà Corrò)

Tientsin 1937 (proprietà Corrò)
I marinai italiani in procinto di essere trasportati in risciò, mezzo di trasporto manuale. Guido Corrò ricordava che i cinesi impegnati in questo lavoro avevano vita difficile per i disagi che affrontavano, tra cui polmoniti e bronchiti (stavano a torso nudo in qualsiasi stagione). Guido Corrò raccontava che un suo portantino si accasciò all’improvviso al bordo della strada e lì rimase a lungo senza soccorso.

Libera uscita (proprietà Corrò)

In assetto da combattimento (proprietà Corrò)

Fiume e Trieste, le due autoblinde di Tientsin (proprietà Corrò)

Natale in Cina (proprietà Corrò)

Squadra di calcio S.Marco in Cina (proprietà Corrò)
Il calcio era uno degli sport in cui il Battaglione in Cina si distingueva. La formazione italiana vinse il torneo mondiale a Tientsin battendo l’Inghilterra per 3-0. Altre belle fotografie sul calcio a Tientsin saranno presentate nelle pagine dedicate ad Aldo Fulcheris.
Guido Corrò in Tunisia (1942)

Appunti della Tunisia (proprietà Corrò)
Particolare di una pagina del diario tunisino di Guido Corrò, con il dettaglio delle posizioni sul campo di battaglia. Corrò fu costretto a distruggere il diario, secondo gli ordini del suo comandante, al momento della cattura da parte francese. Durante la prigionia lo ricostruì a memoria.
I familiari ricevettero una lettera in cui si comunicava che Guido Corrò era disperso, anche se si attendevano notizie più precise. In questo caso per fortuna si trattava di prigionia.
Breve sintesi dal Diario di guerra del fante Guido Corrò
“A Livorno il battaglione viene fatto imbarcare per la Corsica dove giunge a Bastia con navigazione tranquilla, scortato dall’incrociatore Bari. Poi si riparte per Cagliari, da cui salpa per l’Africa a bordo dei caccia Corsaro e Gioberti. Giunge in Tunisia a Biserta il giorno 22 novembre 1942. Si alternano marce e attendamenti resi inutili da continui spostamenti. Sotto la pioggia, passano ben cinque giorni prima di avere un pasto caldo. Tra maltempo e pause (libera uscita a Biserta) si arriva al Natale dove riceve l’ordine di dirigersi verso Tunisi in camion e poi verso Susah su treno con carri bestiame. Appena dopo capodanno viaggio con il comandante su una 1100 fino a Biserta al comando di Reggimento per ottenere autocarrette, materiale sanitario, radiotelegrafico, viveri. Una doccia dopo molte settimane, poi il ritorno. Bombardamenti. Attacchi assieme alle altre forze, dovendo poi ritirarsi per evitare accerchiamenti.”
Gli italiani catturano dei prigionieri francesi “degaullisti”. Narra questo episodio: “i prigionieri vennero condotti vicino a una piccola cambusa di linea, che distava dal fronte circa 2 km e mezzo. Il comandante diede ordine di dargli da mangiare, la scorta dei viveri però non era sufficiente per tutti, perciò parecchi dovevano rimanere senza cibo; il comandante disse: – distribuite fin che avete, chi rimarrà senza, vuol dire che dovrà tirare la cinghia.- Tutti quei marinai del San Marco che erano lì presenti, spontaneamente levarono dal loro tascapane le scatolette e le gallette e le dettero a coloro che erano rimasti senza, così si poté sfamare quegli individui (che sino a poche ore prima avevano combattuto contro). Quelle bande irregolari, gente crudele, gente piena d’odio e di vendetta, vedendo quell’atto così nobile, quell’atto così spontaneo, con le lacrime agli occhi non trovarono parole per ringraziare.”
“Il 25 febbraio avviene un attacco di carri armati americani, che vengono contrastati con le batterie, chiedendo supporto aereo. Intervengono dodici Stukas in picchiata ( mediamente effettuano almeno due centri su tre) che costringono alla ritirata i carri. Il 10 aprile 1943 un forte attacco con dispiegamento notevole di mezzi costringe al ripiegamento. Ci si sposta da Susah a Kairouan e Zaghouan, verso Eufidevil per predisporre una linea di resistenza. Gli spostamenti sono fatti a piedi, non essendoci posto sui veicoli. Si tratta in totale di 140 km a piedi. Solo qualche breve tratto su veicoli. Il Battaglione è ora attestato a Point du Sfax con il materiale a Zaghouan.”
“Controllo del personale, Prigionieri 180, 45 dispersi di cui 24 rientrano nei giorni successivi, 2 morti e 10 feriti. Mitragliamenti, bombe, spezzonamento sui centri e sulle linee di comunicazione. Ordine di ritirarsi a Mehtline (Biserta) mentre il Battaglione si attesta a Mateur, ultimo baluardo, ma anche lì riceverà l’ordine di arretrare a Mehtline. Il 7 maggio si riceve l’ordine di arrendersi.”
Corrò riceve il giorno dopo l’ordine di bruciare i documenti, compreso il suo diario (lo ricostruirà a memoria). Incendi e scoppi di materiali che vengono distrutti per non lasciarli al nemico. Il 9 maggio il Reggimento San Marco, compatto e inquadrato agli ordini del Capitano di Vascello Biglieri, attende che giungano gli americani.
