Dopo venticinque anni, il nostro sito di storia navale sente il bisogno di rinnovarsi. Le tecnologie cambiano, i contenuti si arricchiscono, e noi vogliamo continuare a custodire la memoria con strumenti più leggeri e accessibili.
La mancanza del radar
Gli ammiragli pensavano alla battaglia navale di giorno a grande distanza, per la quale il radar era di limitata importanza, utile solo come strumento alternativo al telemetro per determinare l’esatta distanza di tiro. Lo chiamavano appunto “radiotelemetro”. Un errore di centinaia di metri a 20 chilometri di distanza era troppo per gli esigenti specialisti del tiro e i prototipi venivano bocciati, lasciando di fatto tutta la Marina senza niente a disposizione. Continua a leggere →
Marinai, superstiti e caduti del Trento
Un sopravvissuto ha raccontato che, poco prima dell’affondamento della nave, si era recato con Salvatore a prendere un caffè. A testimonianza della sua breve esistenza rimane la sua “sposa di guerra”, la zia Ninetta devota e affezionata alla sua memoria. Queste brevi note provengono dall’attenzione di Agostino Fuso, nipote di Salvatore, che sta cercando di ricostruire la storia Continua a leggere →
Radiotelegrafista del Trento – I
Le trasmissioni venivano fatte esclusivamente in telegrafia. Non esisteva la fonia. Ovviamente tutto in codice. Per la decrittazione c’era gli addetti, di solito Guardiamarine. Per i tempi di codifica, dipendeva dal tipo, importanza e urgenza del messaggio. In certi casi urgentissimi si andava ad un codice che l’R.T. aveva in memoria e che veniva gridato in tempo reale alla ricezione Continua a leggere →
Diari di Guido Sansoni – I
Fin dall’infanzia ho desiderato di divenir marinaio; ho aspettato lungamente questo giorno, mi ci sono preparato; eppure il cambiamento di vita è stato così improvviso e totale da produrre in me un’impressione molto più viva di quella che m’aspettavo: e più che dal genere nuovo di occupazioni sono stato colpito dal nuovo ambiente in cui ho cominciato a vivere. La disciplina militare, la comunanza di vita, il pensiero costante che tutte le nostre azioni in avvenire debbano tendere allo scopo comune del bene della Patria e del Re, mi hanno già vincolato e stretto ai miei compagni con un senso di affetto e nello stesso tempo di fierezza Continua a leggere →
15 Gennaio 2026
di Trentoincina
Commenti disabilitati su Naufraghi italiani e britannici del piroscafo Ogaden
Naufraghi italiani e britannici del piroscafo Ogaden
Bastava il solo sospetto per motivare un banale cambio di chiavi o sistemi, distruggendo la fonte, e i britannici non potevano permetterlo. Nemmeno il più piccolo sospetto ci doveva essere e l’irregolarità dei siluramenti era un razionale artificio britannico per nascondere la reale conoscenza di ogni messaggio. Avrebbero poi deciso quando usare davvero tale conoscenza, ad esempio per eliminare tutte le cisterne Continua a leggere →
Retroscena dell’affondamento dello Scillin
Il comandante del sommergibile Sahib non aveva alcuna idea che vi fossero prigionieri britannici su quella nave. Pensava di affondare un trasporto truppe italiane. Parrebbe dunque che i comandi britannici abbiano consentito l’affondamento, pur essendo informati del carico, per non rivelare al nemico con questa astensione la conoscenza dei messaggi italiani. L’affondamento dello Scillin non fu un caso isolato Continua a leggere →
Marinai del San Marco – Guido Corrò
Il 25 febbraio avviene un attacco di carri armati americani, che vengono contrastati con le batterie, chiedendo supporto aereo. Intervengono dodici Stukas in picchiata (mediamente effettuano almeno due centri su tre) che costringono alla ritirata i carri. Il 10 aprile 1943 un forte attacco, con dispiegamento notevole di mezzi, costringe al ripiegamento. Continua a leggere →
Cacciatorpediniere Espero
Caligaris portò con sé una buona macchina fotografica, acquistata per l’occasione, con cui scattò le sue personali immagini che oggi possiamo ammirare. Armando rimase in Cina con l’Espero durante la lunga permanenza di questa nave più moderna di altre, che fino ad allora presidiavano Shanghai. Armando ritrasse anche Ciano, ambasciatore, quando ebbe dei colloqui sull’Espero e lui era di picchetto
Affondamento del caccia Espero
La forza nemica ha manovrato a lungo per eseguire l’aggiramento della nave: tre incrociatori si avvicinano dal lato sinistro, due dal lato dritto, mentre due caccia si dispongono di poppa alla nostra unità…Una voce dall’osteriggio di macchina grida: -imbarchiamo acqua. – L’Espero ha ricevuto un colpo a bordo. I suoi pezzi continuano a sparare; ma la nave perde sensibilmente velocità e avanza con fatica
A vela negli anni Trenta
Il Colombo correva alla catena e l’alzata dei fiocchi annunciò, con l’ammainata della bandiera di bompresso che l’ancora aveva mollato e che la nave iniziava la manovra col vento. Il bordare della randa confermò la nostra presunzione sulle direttive di manovra, e che cioè abbattuta la prora sulla sinistra il Colombo avrebbe bordato le gabbie, dato i trevi e serrando il vento sarebbe passato di poppa Continua a leggere →









