Dopo venticinque anni, il nostro sito di storia navale sente il bisogno di rinnovarsi. Le tecnologie cambiano, i contenuti si arricchiscono, e noi vogliamo continuare a custodire la memoria con strumenti più leggeri e accessibili.
Enigma, il film
Vediamo ricostruito Bletchley Park, il luogo dove si forzavano i codici, i criptoanalisti dall’aria studiosa e svagata, le macchine che anticipavano i computer, la febbre del mistero da scardinare. Meccanismi della cifratura e decifrazione, uniti ai colpi di scena del conflitto, sarebbero complicati abbastanza senza dover aggiungere un giallo privato Continua a leggere →
Enigma e Ultra: perdita della segretezza
La preoccupazione maggiore era evitare di rivelare in qualche modo progressi e catture, temendo che i Tedeschi introducessero dei cambiamenti più sostanziali o perdessero fiducia nella sicurezza della macchina. Si faceva di tutto per non far credere a una possibile decifrazione, fino a predisporre cause fittizie, come ad esempio simulare falsi avvistamenti per giustificare le successive azioni. Continua a leggere →
Siluri e sommergibili
Si potevano considerare i sommergibili come un espediente tattico per distruggere le navi da guerra con molta audacia e poca spesa, ottenendo solo l’effetto di mettere in difficoltà le flotte avversarie. Ma c’era pure la possibilità di un uso strategico, distruggendo il traffico mercantile, mettendo in crisi la sopravvivenza della nazione avversaria Continua a leggere →
Un testimone del siluramento del Trento
Quando le vedette hanno dato l’allarme di aereo diretto verso il Trento, ho sollevato lo stereotelemetro portatile per vedere l’avvicinamento di tale aereo. L’Ufficiale di rotta, vedendomi in osservazione, mi chiese di aiutarlo a misurare la distanza nel preciso istante del lancio del siluro contro il Trento, dicendogli ALT (la parola STOP, allora, era vietata) e subito dopo la distanza del Trento col solito ALT. In quei due precisi istanti, lui ha preso i due rilevamenti col Panerai. Ha assistito a tutta la scena e poi si è ritirato in Sala Nautica Continua a leggere →
La guerra delle mine
La grande massa metallica di una nave alterava lo stabile campo magnetico terrestre e un sensore elettromagnetico sulla mina, all’avvicinarsi della nave, rilevava il cambiamento di campo innescando l’esplosione, anche senza arrivare al contatto. Si trattava di un aspetto rivoluzionario che complicava enormemente il dragaggio delle mine, per l’incertezza della minaccia, con metodi e mezzi assai diversi da utilizzare: una evoluzione continua di sorprese e contromisure. Continua a leggere →
Tientsin italiana
Nella Concessione italiana risiedevano 7.954 abitanti di cui 394 italiani e 146 europei. Erano governati da un podestà (il Regio Console d’Italia) assieme ad una consulta composta da italiani e cinesi. La concessione era tutelata dal piccolo corpo della Polizia della Concessione Italiana, costituito da cinesi con ufficiali italiani. L’abitato, a parte gli edifici pubblici, era principalmente di abitazioni, ovvero villette con giardino recintato Continua a leggere →
Diari di Guido Sansoni – III
Sansoni e Belloni ebbero comandi a terra per la protezione dei connazionali durante alcuni disordini cinesi, contro gli occidentali. In alcune immagini vediamo Sansoni ufficiale al comando di marinai in servizio di ordine pubblico (davanti alle sedi di rappresentanza italiana), Belloni al comando di un gruppo di marinai ciclisti a Shanghai. Continua a leggere →
13 Febbraio 2026
di Trentoincina
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Shanghaikwan e il viaggio di Cipolla nel 1923
Molti militari italiani della Regia Marina furono assegnati per brevi periodi al forte e poche immagini nei loro album bastano per ricordare il loro servizio in questo avamposto sperduto. Da qui si poteva visitare la Grande Muraglia, con il suo perdersi nell’infinito, lo snodarsi del muro morbido e sinuoso che seguiva i profili delle montagne, scandito dalle torri, opera immensa e stupefacente. Anche questo monumento venne immortalato nei loro ricordi Continua a leggere →
La Cina nelle immagini di Antonio Alberti
Raccontava che di stanza presso l’Arsenale di Venezia uscì una sera senza permesso. La ronda lo fermò e subì ovviamente una punizione. Poco dopo si presentò al Comandante lamentando che nella sua permanenza a Venezia non accadeva mai niente. Venne accontentato, trasferendolo in Cina! Vi arrivò dopo un viaggio in nave, durato 40 giorni. Certo avrebbe avuto qualcosa da raccontare. Continua a leggere →
Radiotelegrafista del Trento – II
Mi piace che la mia foto stia su Trentoincina, vicino agli amici. Perché con la fantasia, potrei rallegrarli facendo ascoltare qualche disco di allora a quarantotto giri. Già, perché era compito nostro nelle ore di “cessato lavoro”, a turno, trasformarsi in D.J. e inviare musica agli altoparlanti di prua che, mettendo al bando per un po’ i cattivi pensieri, si trasformava in allegra sala da ballo. Ricordo, fra tutti i bravi ballerini, spiccavano due viareggini, che imitavano Fred Astaire Continua a leggere →









