Misuratori e calcolatori perfetti e automatici, collegamenti e comandi elettrici operano con estrema rapidità, sotto la volontà degli uomini, affinché i proiettili raggiungano la nave nemica nella posizione in cui essa si troverà alla fine della traiettoria dei proiettili stessi. Posizione futura che, per i moti delle due navi, sarà diversa in direzione e distanza da quella che ha nell’istante in cui si puntano i cannoni.![]()
Servizi fotografici sulle navi italiane: A bordo di una corazzata italiana nel 1941
Presentiamo una serie di fotografie e testi di alcuni articoli degli inviati di Tempo (Nicola Balistreri) a bordo di una corazzata della Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale. Il figlio di Balistreri, che ringraziamo, ci segnala cortesemente che dovrebbe trattarsi della Corazzata Andrea Doria. La Photo Gallery mostra dettagli interni, posti di combattimento, congegni, personale addetto, dall’avvistamento allo scontro navale, e in particolare l’insieme di operazioni e comunicazioni interne per sparare una salva di proiettili del calibro principale a lunga distanza. Da questi documenti si ha un’idea di quanto fosse complesso il funzionamento di una nave da battaglia, le tecnologie coinvolte e quale addestramento fosse necessario, per essere veloci ed efficaci nonostante i numerosi passaggi. Le immagini sono accompagnate dal testo originale.
“IN POCHI SECONDI si svolgono, in una grande nave, le numerose e delicate fasi della punteria e del caricamento dei cannoni di grosso calibro. Misuratori e calcolatori perfetti e automatici, collegamenti e comandi elettrici operano con estrema rapidità, sotto la volontà degli uomini, affinché i proiettili raggiungano la nave nemica nella posizione in cui essa si troverà alla fine della traiettoria dei proiettili stessi. Posizione futura che, per i moti delle due navi, sarà diversa in direzione e distanza da quella che ha nell’istante in cui si puntano i cannoni. I momenti essenziali di tale operazione sono qui presentati per la prima volta ai lettori dal nostro inviato di guerra con la Marina Nicola Balistreri.”

L’immagine mostra come venga misurata la distanza del bersaglio con gli apparati di punteria e misura, sia principali che autonomi, per dirigere il tiro
“A – Stazione di direzione del tiro e di punteria; B – Ponte di comando; C – Tubo corazzato per la trasmissione dei dati del tiro alle artiglierie; D – Camera centrale per la raccolta dei dati, il calcolo e trasmissione degli elementi di tiro alle artigliere; E – Tubi corazzati per la trasmissione dei dati alle artiglierie; F – Telemetri per la misurazione delle distanze e per assicurare alle torri un calcolo autonomo degli elementi del tiro in caso di interruzione del sistema di direzione unica.”

Spaccato della torre 2 prodiera, con il sottostante accesso al ridotto corazzato
“Spaccato di una torre di grosso calibro. Una scatola corazzata a testuggine racchiude i cannoni, i loro sistemi di elevazione, gli alzi, la camera di caricamento e le norie per il rifornimento di munizioni e proiettili. Questa sistemazione complessa ruota dentro un anello di corazza che si vede sezionato e che attraversando tutti i ponti della nave discende sino dentro al ridotto corazzato.
A – Telemetro misuratore di distanze; B – Camera di caricamento; C – Noria per trasporto di munizioni; D – Magazzino cariche”
Testi e immagini da Tempo – 31 luglio/ 7 agosto 1941 (Anonima Periodici Italiani)
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Note sulla Corazzata Andra Doria
La corazzata Andrea Doria, concepita assieme alla gemella Duilio, fu varata nel 1913 e consegnata nel marzo 1916. Nella versione originale era armata con 13 pezzi da 305/46 mm, dotata di macchine da 35.000 hp, con cui sviluppava una velocità di 21 nodi. Era caratterizzata da due alti fumaioli. Durante il primo conflitto mondiale, per come si svolsero le operazioni navali in Adriatico, fu scarsamente impiegata. Nel 1937 venne rimodernata al 60%, assieme alla Duilio, con circa tre anni di lavori. Venne modificata la prora con un allungamento della nave di 10 metri. Furono eliminate due eliche. La potenza salì a 75.000 hp con 26 nodi di velocità. Fu armata con 10 pezzi da 320/44 mm e una maggiore dotazione di armi antiaeree. Nella versione 1940, dislocava 29.391 ton. a pieno carico. Aveva una lunghezza di 189 metri. Mantenne tuttavia i preesistenti limiti nella protezione e un calibro principale poco competitivo, venendo quindi impiegata in guerra come scorta al traffico o come sbarramento antiaereo. Sopravvisse al conflitto e (assieme alla Duilio) fu lasciata all’Italia, per la mancanza di valore bellico. Concluse il suo servizio, radiata nel 1956.
Dati delle Artiglierie 320/44; Velocità iniziale 823 m./sec.; Peso proiettile: 525 kg : Gittata max 29 km ; Ritmo di fuoco 2 colpi al minuto.

Corazzata Andrea Doria rimodernata nel 1940 (Orizzonte Mare – Ed. Bizzarri 1972)























