Trentoincina

Storie di uomini e di navi

Incrociatore Montecuccoli in Cina

Sulle terrazze del Park e del Katay le coppie in abito da sera interrompevano un tango, sospendevano un flirt, troncavano una discussione, disertavano il bar per godersi la vista del fuoco antiaereo o ammirare la scena grandiosa di qualche formidabile incendio; negli appartamenti privati di Rubicon Road e di Bubbling Well Street lo scoppio delle bombe e delle granate pimentava di brividi ignoti le più piccanti avventure

Missione in Estremo Oriente

Regio Incrociatore Montecuccoli - intorno al 1937 (da Pelle d’Ammiraglio di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore - 1949)

Regio Incrociatore Montecuccoli – intorno al 1937 (da Pelle d’Ammiraglio di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore – 1949)

L’Ammiraglio Da Zara, il futuro protagonista di Mezzo Giugno 1942, nella sua autobiografia (Pelle d’ammiraglio) racconta interessanti momenti delle crociere oceaniche italiane in Estremo Oriente. Da Zara, da Tenente di Vascello, era già stato in Cina dal 1922 al 1923, inviato come comandante della cannoniera Carlotto in una avventurosa crociera fluviale. Nel 1937 Da Zara aveva il comando del Regio Incrociatore Montecuccoli. Sotto la pressione degli eventi cinesi fu ordinato all’unità di salpare per l’Estremo Oriente con un preavviso di sole sei ore. La Cina in guerra venne raggiunta nel tempo record di diciassette giorni.

Incendi sul Wang-poo, durante il conflitto cino-giapponese - 1937 (da Pelle d’Ammiraglio di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore - 1949)

Incendi sul Wang-poo, durante il conflitto cino-giapponese – 1937 (da Pelle d’Ammiraglio di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore – 1949)

Ballare il tango alla luce degli incendi

Estratti da “Pelle d’Ammiraglio” di Alberto Da Zara – Arnoldo Mondadori Editore – 1949

 Sulle sponde del Wang-poo e nella città cinese, sull’estuario dello Jang-tze-kiang e sulle rive di Woosung ardeva da più di due mesi accanita la lotta, mentre circondato da un anello di fuoco il Settlement internazionale trafficava, tramava, mondaneggiava e folleggiava. Sulle terrazze del Park e del Katay le coppie in abito da sera interrompevano un tango, sospendevano un flirt, troncavano una discussione, disertavano il bar per godersi la vista del fuoco antiaereo o ammirare la scena grandiosa di qualche formidabile incendio; negli appartamenti privati di Rubicon Road e di Bubbling Well Street lo scoppio delle bombe e delle granate pimentava di brividi ignoti le più piccanti avventure; al Race Course e nelle bische di Suchow Road si continuava a correre, a scommettere e a giocare fra il crepitio delle mitragliatrici e il rombare dei velivoli; al French Club e al Country Club, allo Shanghai Club e al Columbia Club i membri del Corpo Volontario Internazionale pranzavano, bevevano, ballavano in battle-dress fra una ronda e una pattuglia, un servizio di guardia e una comandata antincendio; sulla jetty davanti alle grandi banche e lungo Nanking Road, gli agenti di cambio continuavano a tessere la spola sulle loro antiquate vetture trainate dai ponies mongoli, e le bellezze locali a far commissioni nelle lussuose macchine americane, fra un allarme aereo e un bombardamento navale… Pranzi, colazioni, tè, bridge, corse, riunioni dei comandanti militari stranieri , con visite e restituzioni di visite, pranzi e restituzioni di pranzi…; carosello gigante di carte da visita… Pioggia e vento; tanto vento che, nonostante la pioggia, gli incendi di Nantao continuavano a infuriare. Prima l’incendio di Chapei, poi l’incendio di Pootung e infine quello di Nantao. Appena da qualche giorno era finita la pioggia di schegge e di pallottole erranti che periodicamente a ogni attacco aereo cinese o ad ogni allarme colpiva le navi ormeggiate sul Wang-poo. A Shanghai pioveva, ventava e faceva freddo.

 La Cina è il paese dove le donne portano i pantaloni e gli uomini le gonne; dove si scrive per verticali invece che per orizzontali e col pennello invece che con la penna; dove il bianco è il colore del lutto; dove ancora alcune trecce maschili battevano in lunghezza le più ricche capigliature femminili; dove i segni dell’alfabeto indicano idee invece che suoni…

…la semplice linea della tunica femminile nazionale cinese, con i due spacchi laterali che svelano le bellissime gambe di tante figlie del Celeste impero…

Da Zara delle sue prime esperienze in Oriente aveva scritto:

 “La vita mondana di Shanghai nelle più vaste e più varie, più multiformi e più diverse espressioni: sport e simposi, feste e libagioni, donne e gioco, era nel suo pieno già da qualche settimana, cioè dal giorno in cui dal Giappone e dalle Filippine, dall’Europa e dall’America, da Kuling e da Peitaho erano rientrate in città le grandi firme della società internazionale. Città senza eguali la Shanghai di quei tempi…irresistibile sirena per un giovane di vent’anni, interessante osservatorio e campo sperimentale per un uomo di trenta, serio cimento per un uomo che abbia varcato i quaranta.”

 

Montecuccoli 1937-38

Montecuccoli 1937-38

Un libro sull’Incrociatore Montecuccoli in Estremo Oriente, testimonianza della missione del 1937 –

Nel 2006 è stato pubblicato un libro che ripercorre la missione del Montecuccoli nella testimonianza del capo elettricista di terza classe Aroldo Sabbadin, raccolta dalla nipote, la giornalista Carla Casazza.
«Montecuccoli 1937-38, viaggio in Estremo oriente» é pubblicato da Bacchilega editore. Sabbadin era un appassionato di fotografia e, grazie a questa passione, ci ha trasmesso un reportage di quel che era il mondo sconosciuto della Cina, del Giappone o dell’Australia, attraverso lo sguardo stupito di un giovane militare in navigazione, nei porti e sulla terra ferma in libera uscita o durante le cerimonie di benvenuto. Come scrive Carla Casazza: “Per quei marinai come mio nonno, che non erano mai stati “dall’altra parte del mondo”, non si trattò di un semplice viaggio, ma della più grande avventura mai vissuta».

 

Incrociatore Raimondo Montecuccoli

Insieme al gemello Attendolo, rappresentava una nuova tipologia di incrociatori leggeri, migliorando la protezione rispetto ai predecessori, senza rinunciare alla velocità, aumentando il dislocamento. Aveva forme slanciate, prora pronunciata con linee arcuate, spazio tra i due fumaioli dove stava la catapulta per gli idrovolanti. Lunghezza 182 metri e larghezza 16,6 metri, Pescaggio massimo 6 metri. Dislocamento standard 7,524 ton., 8.995 a pieno carico. 6 caldaie con due gruppi di turbine per 106.000 hp. 37 nodi di velocità. L’armamento era simile ai precedenti incrociatori leggeri: 8 pezzi da 152mm in 4 torri, 6 pezzi da 100mm, 8 mitragliere da 37 e 8 da 13,2. 4 lanciasiluri, 2 lanciabombe, 2 idrovolanti. Fu varato nell’agosto 1934 e completato nel 1935. La missione in Estremo Oriente nel 1937 fu il primo impiego di una lunga vita operativa, con la partecipazione alle principali azioni navali del conflitto, al cui termine arrivò indenne. Venne impiegato anche durante la cobelligeranza e nel dopoguerra. Fu rimodernato nel 1953-1954. Fu infine radiato nel 1964.