Trentoincina

Storie di uomini e di navi

Storia di un marinaio – Parte III

Era un’estate di contrasto aeronavale intenso e il periodo sull’Axum coincide con la Battaglia di Mezzo Agosto 1942 in cui il sommergibile attaccò e silurò con successo gli incrociatori britannici Cairo e Nigeria, oltre alla petroliera Ohio, raggiunti tutti assieme da un’unica sventagliata di 4 siluri angolati fra loro. L’incrociatore Cairo era talmente danneggiato da due siluri che fu autoaffondato dai britannici.

Una vita e i suoi segreti, riassunti in un foglio

Equipaggio del Trento a Zara nel 1934 (collezione Trentoincina)

L’intero equipaggio del Trento. Ogni individuo, una storia, una carriera, un foglio matricolare.

Il Foglio Matricolare
E’ un documento che riassume passaggi di carriera e imbarchi di un militare, il riferimento più sicuro e tempificato per ricostruirne la storia. Nonostante avessi suggerito ad altri di richiederlo, per sapere qualcosa di un parente o genitore, non lo avevo mai richiesto per mio padre, quasi preferissi basarmi su quanto aveva deciso di raccontarmi. Poi ho pensato che era soltanto quello che ricordavo e chissà i dettagli che mi perdevo. Infine, come tanti, avevo il rimpianto di non avergli fatto abbastanza domande quando potevo farlo. Così ho deciso di presentare anch’io la formale richiesta alla Marina Militare.

Recuperare una storia che comincia quasi un secolo fa è come affidarsi a un filo sottile, con la paura che si spezzi, che si perda tutto per sempre. Chi ha qualcosa da cercare è bene che si impegni, senza rimandare, questo pensavo nell’attesa. Sono stati necessari circa sei mesi per avere la ricostruzione della storia sul foglio matricolare.

 Ho così scoperto che mio padre è stato probabilmente un autore della “più brillante azione di un sommergibile italiano nella seconda guerra mondiale”. Un unico lancio di 4 siluri centrò tre navi, provocando l’affondamento di un incrociatore, il danneggiamento di un altro incrociatore e di una cisterna. E mio padre non ne ha mai parlato.

Arturo Melotto sul sommergibile Toti a Dakar nel 1931

Arturo Melotto, matricola 9110/V – classe 1908

Nato il 30/11/1908, si arruola come volontario il 29/10/1923 a soli 16 anni non ancora compiuti, per una ferma di almeno sei anni. Due anni di Scuola Specialisti, poi l’imbarco come Comune di 1° Classe sul Sommergibile F.12 a meno di 18 anni, su cui rimane per quasi quattro anni (10/11/1925 – 4/7/1929).

Durante tale periodo, a vent’anni, c’è lo shock di seguire da vicino la tragedia del sommergibile gemello F.14, di cui non c’è traccia nel foglio, ma si può immaginare. Nel frattempo diviene Sottocapo e poi 2° Capo Torpediniere Sommergibili.

Tre mesi di imbarco sulla Regia Nave Volta a cui segue l’esperienza di dieci mesi sul Sommergibile Enrico Toti (17/4/1930 – 28/2/1931), battello varato pochi anni prima e con caratteristiche adatte all’oceano, con una crociera in Atlantico fino alle Canarie e sulla costa occidentale dell’Africa, confermata da una foto sul ponte in prossimità di Dakar (Senegal). Con questa missione e l’altra che farà in Oriente, si può dire che Capo Melotto abbia solcato tre oceani su unità da guerra.

Il 1/7/1931 comincia infatti l’imbarco sull’Incrociatore Trento, che dura fino al 1/9/1935, con una breve interruzione di un mese a Napoli, quattro anni densi di emozioni e responsabilità, su una grande nave, attraverso l’Oceano Indiano e il Pacifico, fino in Estremo Oriente.

Durante una breve pausa a terra, nel novembre 1935, a La Spezia accade un grave incidente, di cui viene riportata la lunga convalescenza (almeno quattro mesi). Si tratta forse delle lesioni polmonari riportate in immersione per la rottura del respiratore e l’ingresso della calce sodata nei polmoni, rischio mortale e potenziale causa di annegamento, se non si fosse liberato in tempo dalle zavorre ai piedi. Ebbe un provvidenziale colpo di tosse, che svuotando i polmoni gli evitò una mortale iperobatia barotraumatica (lacerazione della cassa toracica per la brusca dilatazione in risalita). Quando ho fatto il corso di sommozzatore mi hanno insegnato a espirare in risalita e ho sentito che bastano pochi metri per avvertire questa espansione pericolosa.

Gli anni seguenti si svolgono nel golfo di La Spezia tra l’Idroscalo di Cadimare e le Officine di S.Bartolomeo, divenendo Capo Torpediniere di 3° Classe, fino all’entrata in guerra nel 1940. Nello stesso anno ottiene il brevetto di Montatore Silurista e nel 1941 viene promosso Capo Silurista di 2° Classe.

Il foglio riporta dal maggio 1942 imbarchi sui sommergibili della classe 600: circa un mese su Onice (16/5/1942-31/6/1942), Ascianghi (1/7/1942-31/7/1942), Axum (1/8/1942-8/9/1942), e quasi sei mesi sul Turchese (9/9/1942-27/3/1943). Tutte le unità operavano nella zona del Canale di Sicilia o in prossimità della costa nordafricana, partendo probabilmente dalla base di Napoli o Taranto, in cui sappiamo dai ricordi che vi ha soggiornato. Il passaggio da un sommergibile all’altro, con brevi permanenze a bordo, era forse dovuta alla sua competenza sui siluri e sulla loro messa a punto.
Era un’estate di contrasto aeronavale intenso e il periodo sull’Axum coincide con la Battaglia di Mezzo Agosto 1942 in cui il sommergibile attaccò e silurò con successo gli incrociatori britannici Cairo e Nigeria, oltre alla petroliera Ohio, raggiunti tutti assieme da un’unica sventagliata di 4 siluri angolati fra loro. L’incrociatore Cairo era talmente danneggiato da due siluri che fu autoaffondato dai britannici. Al lancio seguì una rapida immersione per evitare la successiva caccia antisom, senza poter assistere agli effetti, che vennero conosciuti meglio in seguito.

Nell’aprile 1943, dopo un mese a Livorno, va a La Spezia sulla Regia Nave Palmaria, centro studi armi subacquee, dove rimane fino al 8/9/1943, momento drammatico dell’armistizio che lo trova fra il personale di terra della Regia Marina, nel nord Italia occupato dai tedeschi. Mentre la Regia Marina si consegna a Malta, chi resta a terra deve comunque fare delle scelte.
Non aderisce alla Repubblica Sociale e rimane “in territorio occupato dal nemico” (come indica l’unica annotazione a mano sul foglio), senza militare nelle forze della Resistenza, ma comunque passibile di condanna a morte in caso di cattura. Al passaggio del fronte, rientra nel Centro Marina di Livorno e resta disponibile fino alla conclusione del conflitto.
Nel giugno 1948 si congeda, concludendo il suo servizio militare durato un quarto di secolo.

Arturo Melotto. Dettaglio del foglio matricolare con l'indicazione della presenza a bordo sul sm Axum durante la battaglia di Mezzo Agosto 1942.

Arturo Melotto. Dettaglio del foglio matricolare con l’indicazione della presenza a bordo sul sm Axum durante la battaglia di Mezzo Agosto 1942.

Commenti personali

Ritenevo che il foglio matricolare avrebbe completato la storia, sostituendo qualche lacuna con alcune certezze. Ma la presenza “a bordo” su quattro sommergibili in guerra è una vera novità, un fatto di cui non ricordo alcun racconto. Perché non avrebbe mai parlato di un’azione che avrebbe portato all’affondamento di un incrociatore britannico? Anche se non fosse stato lui a lanciare i siluri, il foglio fa immaginare comunque il suo contributo (di un vero esperto) nella preparazione delle armi, che vennero poi usate con notevole efficacia. Ma non ho mai sentito da lui citare quei sommergibili, né ho mai visto foto di quelle unità.

Da altre testimonianze di famiglia, pare che rimanesse in officina e non partecipasse alle azioni, per i ben noti motivi di salute. O era solo un modo per tranquillizzare la famiglia? Non poteva certo parlare dei suoi compiti militari nelle lettere, perché era severamente proibito. Una volta taciuta la vicenda non ci sarà stata più occasione di rivelare la verità. E’ anche strana la coincidenza del ritorno sui sommergibili proprio nel mese in cui affondava l’Incrociatore Trento con tanti compagni.

L’immagine di mio padre che ho ricavato in tempo di pace suggerisce una persona seria e capace di assumersi responsabilità, decisa nell’agire eppure non aggressiva e rispettosa degli altri. Forse, in quell’occasione vi saranno state delle vittime di un’altra nazione, ora alleata, e probabilmente mio padre avrebbe preferito non vantarsene, qualunque sia stato il suo contributo, diretto o indiretto. Certo, quei quattro siluri funzionarono perfettamente. Immagino che un lancio del genere implichi quattro diverse regolazioni da compiere al momento, un compito da specialisti.

Suggerimenti per richiedere il foglio matricolare

Possono richiederlo solo i familiari o parenti, per motivi di privacy. E’ necessario conoscere almeno nome e cognome, luogo e data di nascita del militare. Si possono ottenere indicazioni procedurali da un Distretto Militare o da una sezione locale dell’ANMI. Il metodo che sembra più efficace è telefonare alla Marina Militare – Ufficio Generale del Personale – Relazioni con il pubblico  per individuare bene l’ufficio competente a cui rivolgersi e la procedura da seguire. Poi bisogna avere pazienza e attendere i tempi talvolta lunghi della ricerca e completamento del documento, che viene inviato a casa. Nota bene: queste modalità e riferimenti possono variare e ci scusiamo per le eventuali imprecisioni.