Il comandante del sommergibile Sahib non aveva alcuna idea che vi fossero prigionieri britannici su quella nave. Pensava di affondare un trasporto truppe italiane. Parrebbe dunque che i comandi britannici abbiano consentito l’affondamento, pur essendo informati del carico, per non rivelare al nemico con questa astensione la conoscenza dei messaggi italiani. L’affondamento dello Scillin non fu un caso isolato Continua a leggere →
Marinai del San Marco – Guido Corrò
Il 25 febbraio avviene un attacco di carri armati americani, che vengono contrastati con le batterie, chiedendo supporto aereo. Intervengono dodici Stukas in picchiata (mediamente effettuano almeno due centri su tre) che costringono alla ritirata i carri. Il 10 aprile 1943 un forte attacco, con dispiegamento notevole di mezzi, costringe al ripiegamento. Continua a leggere →
Cacciatorpediniere Espero
Caligaris portò con sé una buona macchina fotografica, acquistata per l’occasione, con cui scattò le sue personali immagini che oggi possiamo ammirare. Armando rimase in Cina con l’Espero durante la lunga permanenza di questa nave più moderna di altre, che fino ad allora presidiavano Shanghai. Armando ritrasse anche Ciano, ambasciatore, quando ebbe dei colloqui sull’Espero e lui era di picchetto
Affondamento del caccia Espero
La forza nemica ha manovrato a lungo per eseguire l’aggiramento della nave: tre incrociatori si avvicinano dal lato sinistro, due dal lato dritto, mentre due caccia si dispongono di poppa alla nostra unità…Una voce dall’osteriggio di macchina grida: -imbarchiamo acqua. – L’Espero ha ricevuto un colpo a bordo. I suoi pezzi continuano a sparare; ma la nave perde sensibilmente velocità e avanza con fatica
A vela negli anni Trenta
Il Colombo correva alla catena e l’alzata dei fiocchi annunciò, con l’ammainata della bandiera di bompresso che l’ancora aveva mollato e che la nave iniziava la manovra col vento. Il bordare della randa confermò la nostra presunzione sulle direttive di manovra, e che cioè abbattuta la prora sulla sinistra il Colombo avrebbe bordato le gabbie, dato i trevi e serrando il vento sarebbe passato di poppa Continua a leggere →
Incrociatore Trento – Attività
Durante l’attacco effettuato da aerosiluranti e bombardieri inglesi a Taranto, la notte sul 12 novembre 1940, il Trento fu colpito da una bomba in corrispondenza del complesso binato da 100 mm prodiero di sinistra: la bomba non esplose ed i danni furono lievi
Incrociatore Trento – Descrizione
L’armamento principale comprendeva otto cannoni da 203/50 tipo Ansaldo – Schneider, sistemati in quattro impianti binati, tutti posti sul piano di simmetria del bastimento. La gittata massima era di 28.000 metri. Le manovre principali del brandeggio, dell’elevazione, del rifornimento a noria di proiettili e di cariche e del calcatoio erano ottenute elettricamente. Le corrispondenti manovre di riserva venivano effettuate a mano. Il rifornimento era progettato in modo da assicurare ad ogni torre una coppiola ogni 15 secondi.
Continua a leggere →
San Marco in Cina
La forza internazionale, comprendente anche truppe italiane al comando del Sottotenente di Vascello Ermanno Carlotto, veniva attaccata durante i tentativi di portare soccorso e ripristinare le comunicazioni, con alcuni caduti anche tra i soldati italiani. Il 27 giugno 1900 Ermanno Carlotto, che si era distinto per determinazione e coraggio, moriva per le ferite riportate in combattimento
Continua a leggere →
28 Dicembre 2025
di Trentoincina
Commenti disabilitati su Testimonianza dettagliata sul sommergibile Caracciolo
Testimonianza dettagliata sul sommergibile Caracciolo
Fu ordinata l’immersione rapida , ma il battello, a causa della troppa gente imbarcata, non aveva più assetto: andammo giù di prora e il battello non s’agguantava più; poi accadde l’inverso e la prora si rialzò fin quasi ad emergere, mentre in superficie le unità nemiche di scorta al convoglio ci tempestavano di bombe di profondità.
28 Dicembre 2025
di Trentoincina
Commenti disabilitati su Breve vita operativa e affondamento del Caracciolo
Breve vita operativa e affondamento del Caracciolo
Partimmo da Taranto con un carico di tonnellate di benzina tedesca destinata all’Afrika Korps. L’ordine era di navigare in superficie, di non attaccare navi nemiche e raggiungere la meta nel più breve tempo possibile . Nei pressi di Sollum fummo attaccati da un aereo inglese che ci mitragliò







